Azienda Agricola Gianluca Polidori
 
Lucivola

COLTURE IN CAMPO

La totale superficie agricola aziendale viene coltivata con metodi di agricoltura biologica sotto il controllo di I.C.E.A. (Istituto per la Certificazione Etica e Ambientale).

Olivo

Nella nostra realtà aziendale, si è quasi imbarazzati a definire l'olivo soltanto"coltura", poiché il termine ci appare limitativo rispetto all'importanza culturale ed economica che questa pianta ha rappresentato per la tradizione storica dell'Azienda e per il contesto urbano e socio-ambientale del territorio in cui opera la nostra attività.
Proprio la convivenza così stretta con l'olivo e la sua storia ci ha permesso di riflettere e comprendere il valore rappresentato dal legame prodotto agricolo-territorio e questo valore imprescindibile abbiamo ricercato in tutti gli altri prodotti agroalimentari di cui ora ci stiamo occupando.
I nostri oliveti sono a dimora su terreni sassosi lungo un territorio collinare tra Spoleto e Trevi in una zona la cui altitudine varia da 330 a 470 metri s.l.m.
Le piante sono allevate a vaso policonico con potature biennali.
Le concimazioni vengono praticate annualmente seguendo i dettami della agricoltura biologica.
Per il controllo dei parassiti, gli unici trattamenti praticati sono con la poltiglia bordolese (solfato di rame e calce).
Il periodo della raccolta dura da metà ottobre a fine novembre. Le olive vengono molite, possibilmente, nella stessa giornata in cui sono raccolte o al massimo il giorno successivo, per mantenere le caratteristiche organolettiche dell'olio ricavato entro livelli di alta qualità.

Zafferano

La scelta di intraprendere la coltura del Crocus sativus L. (nome botanico dello zafferano) sui nostri terreni risale alla fine degli anni 90, a quell'epoca grazie ad una collaborazione attiva di soggetti pubblici e privati si portò avanti un progetto per la reintroduzione della coltivazione della spezia lungo la dorsale appenninica umbra, dopo alcune centinaia di anni di inattività. Il progetto diede vita alla "Associazione dello Zafferano di Cascia-Zafferano purissimo dell'Umbria" di cui la nostra azienda fa parte.
La coltivazione in campo inizia in primavera con l'aratura in profondità del terreno e successiva concimazione organica perché sia pronto per la semina in agosto.
I bulbi vengono espiantati manualmente ogni anno alla fine di luglio e, dopo un'attenta selezione, rimessi subito a dimora su di un altro terreno all'inizio di agosto.
I fiori della piccola pianta (l'altezza non supera 12-15 cm.) appartenente alla famiglia delle Iridaceae, vengono raccolti manualmente tra ottobre e novembre. La raccolta avviene solo nelle prime ore del mattino quando il fiore è ancora chiuso, poiché la diretta irradiazione solare altererebbe le caratteristiche organolettiche degli stimmi (spezia). Nella stessa giornata, gli stimmi vengono separati dal fiore ed essiccati mediante tostatura su brace di legna ad una temperatura non superiore a 40°C.
Terminata la raccolta dei fiori, le piante rimaste in cam¬po continuano il ciclo vegetativo. Facendo attenzione al controllo delle erbe infestanti durante la primavera, si at¬tende il successivo mese di agosto quando i bulbo-tuberi figli sono ben differenziati per ripetere le operazioni colturali.

Fagiolo Monichella

E' tipico dell'area dei Monti Sibillini dove viene generalmente coltivata questa particolare varietà di fagiolo comune (Phaseolus vulgaris L.), denominata localmente "monichelle", perché il piccolo seme ovale di colore bianco-avorio presenta una macchia violacea tendente al bruno in forma di cappuccio, che richiama l'abito delle monache. Per scongiurare l'estinzione delle "monichelle", dovuta alla scarsa produttività un area montana e all'impegno che richiede la raccolta scalare, il CEDRAV (l'Istituto regionale umbro per la documentazione e la ricerca antropologica) ne ha fatto oggetto di uno specifico progetto di ricerca in collaborazione con il Dipartimento di Scienze degli Alimenti dell'Universtà di Ancona tracciando il profilo storico-antropologico della coltivazione, testimoniata fin dalla seconda metà dell'Ottocento.

Nel 2003 abbiamo "adottato" anche questo prodotto iniziando una piccola coltivazione, in considerazione del suo valore gastronomico e del forte legame territoriale.

Piantagione bulbi zafferano
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